La salute del pavimento pelvico è ancora oggi un argomento poco conosciuto, ma fondamentale per il benessere quotidiano di donne e uomini. In questa intervista, il Dr. Emanuele Parretti, fisioterapista con una solida esperienza nella riabilitazione del pavimento pelvico, ci aiuta a comprendere perché è importante prendersene cura, quali disturbi può prevenire o trattare, e come si svolge un percorso riabilitativo efficace.
Cos’è il pavimento pelvico?
Il pavimento pelvico è il sistema formato da muscoli, legamenti e fasce collocato orizzontalmente nella porzione inferiore del bacino, tra il pube e il coccige.
Ha una funzione di contenimento e stabilizzazione degli organi pelvici (vescica, uretra, utero, prostata, retto, etc), oltre a rappresentare una base forte ed elastica che permette i normali ritmi di continenza e svuotamento vescicale e rettale e una normale attività sessuale.

I muscoli del pavimento pelvico lavorano per garantire queste funzioni e per permetterci di svolgere qualsiasi attività della nostra vita senza pensieri. In alcune occasioni, è possibile che questi muscoli si indeboliscano, riducendo la loro capacità di contrarsi, oppure viceversa perdano la capacità di rilassarsi e diventino rigidi e contratti.
Questo può quindi comportare il presentarsi di problemi nel normale svolgimento delle funzioni a carico di queste strutture, come l’insorgenza di disturbi della continenza urinaria e/o di feci e gas, la comparsa di sintomi legati a prolasso (“caduta” dei visceri con sensazione di peso addominale), di dolore pelvico e disfunzioni sessuali.
Quali sono le problematiche più comuni collegate al pavimento pelvico?
Nella donna la gravidanza, il parto e la menopausa costituiscono i maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di disfunzioni del pavimento pelvico. Nell’uomo, invece, queste problematiche compaiono soprattutto a seguito di interventi chirurgici agli organi pelvici, primi tra tutti gli interventi alla prostata.

Queste le disfunzioni che possono essere trattate con la riabilitazione:
- Incontinenza urinaria da sforzo, da urgenza o mista;
- incontinenza fecale;
- stipsi;
- sintomi da prolassi di vescica, utero, retto;
- dispareunia o dolore sessuale;
- disfunzioni sessuali;
- dolore pelvico cronico e vulvodinia;
- disfunzioni del pavimento pelvico pre e post parto;
- disfunzioni del pelvico post menopausa;
- preparazione all’intervento di prostatectomia e riabilitazione del post operatorio;
- preparazione all’intervento di chirurgia pelvica e riabilitazione del post operatorio
Quando è consigliato intraprendere un percorso di riabilitazione del pavimento pelvico?
La riabilitazione è considerata il trattamento di prima linea nelle disfunzioni del pavimento pelvico. È un processo attivo in cui il professionista sanitario accompagna e guida il paziente nel recupero delle funzioni perse o parzialmente compromesse, condividendone costantemente obiettivi e modalità del trattamento.
Quali sono le principali tecniche riabilitative che vengono utilizzate per il recupero funzionale del pavimento pelvico?
Il trattamento viene condotto con paziente sdraiato supino, da seduto ed in piedi a seconda della fase clinica del percorso riabilitativo. In fase valutativa e nelle prime sedute potrà essere necessario ricorrere a manovre endocavitarie vaginali e/o anali che aiuteranno il professionista a valutare correttamente la problematica e il paziente a prendere coscienza della contrazione e del rilassamento dei muscoli.
A seconda di quanto emerso dalla valutazione potranno essere inoltre proposti trattamenti che prevedono l’utilizzo di dispositivi elettromedicali
Riabilitazione volumetrica
La riabilitazione volumetrica ha come scopo la correzione di una alterata sensibilità o una ridotta capacità ampollare, prevedendo l’utilizzo di volumi crescenti di acqua o aria che permettono di abbassare o alzare la soglia di sensibilità ano-rettale
Kinesiterapia
Il training del pavimento pelvico è un programma di chinesiterapia volto a migliorare la capacità di contrarre in maniera selettiva la muscolatura perineale. Tale metodica è indicata in ogni disfunzione, nel trattamento pre e post operatorio della chirurgia pelvica e nel trattamento pre e post-partum.
Trattamento con biofeedback
Il trattamento viene effettuato con l’utilizzo di una sonda endoanale o endovaginale che consente la registrazione della contrazione muscolare mediante elettrodi, posti sulla superficie della sonda e costituiti da placchette di metallo conduttore rivestite d’oro. In alternativa possono essere utilizzate delle sonde endocavitarie volumetriche che registrano la contrazione muscolare attraverso la pressione o degli elettrodi di superficie, applicati direttamente sulla cute, nella zona centrale della muscolatura perineale.

Il biofeedback consente di rendere il paziente consapevole del livello di contrazione dei suoi muscoli perineali, rilevato mediante la sonda e/o gli elettrodi, attraverso un feedback visivo e/o acustico
Trattamento con stimolazione elettrica
L’elettrostimolazione funzionale viene riservata soprattutto ai casi in cui non vi sia una adeguata percezione della muscolatura da contrarre. La sonda, già descritta precedentemente, con le stesse modalità di utilizzo, può essere utilizzata per eseguire la stimolazione elettrica, modificando frequenza, ampiezza ed intensità a seconda del quadro clinico. Questo trattamento può essere abbinato al trattamento con biofeedback.
Trattamento con TTNS
La TTNS, Transcutaneous Tibial Nerve Stimulation (Stimolazione Transcutanea del Nervo Tibiale) è una neuro modulazione vescicale ottenuta tramite stimolazione elettrica percutanea del nervo tibiale. La tecnica prevede la stimolazione elettrica del nervo, tramite due elettrodi di superficie applicati sopra e sotto al malleolo tibiale.
In cosa consiste una seduta di riabilitazione del pavimento pelvico? Come si svolge?
Il trattamento fisioterapico prevede quattro fasi:
- Presa di coscienza del perineo per imparare a sentirlo e riconoscerne la funzione;
- Eliminazione degli schemi errati di attivazione muscolare e dei compensi patologici;
- Rinforzo o rilasciamento dei muscoli perineali in base alla disfunzione o danno presente;
- Utilizzo corretto dei muscoli perineali nella quotidianità, acquisizione della capacità di attivazione automatica durante il movimento, la respirazione e il mantenimento delle diverse posture.
- Eventuale trattamento con Biofeedback, stimolazione elettrica e/o Stimolazione nero tibiale.
Quali sono i benefici che i pazienti possono aspettarsi?
La riabilitazione del pavimento pelvico, se ben fatta, apporta numerosi benefici psico-fisici nel medio-lungo periodo; tra i principali possiamo citare:
- Miglioramento della continenza urinaria e fecale
- Rinforzo dei muscoli pelvici al fine di evitare perdite quando si tossisce o starnutisce
- Maggiore stabilità del bacino e della schiena e diminuzione del dolore lombare
- Maggiore consapevolezza del processo del parto
- Tempi di recupero post-chirurgici più brevi
- Recupero del piacere sessuale.
Riabilitazione post-parto e altri casi specifici
Dopo il parto, in quali casi è necessaria la riabilitazione del pavimento pelvico?
Nel post-parto è importante porre una particolare attenzione al pavimento pelvico per prevenire eventuali problematiche future e per risolvere quelle già presenti. Ci sono dei campanelli d’allarme da non sottovalutare in questa fase della vita: la difficoltà o dolore nei rapporti sessuali, un senso di peso sovrapubico o dolore pelvico, la perdita di piccole quantità di urina durante gli sforzi (per esempio nel colpo di tosse o nella risata), le difficoltà defecatorie o la presenza di una diastasi dei retti.
Si raccomanda una valutazione del pavimento pelvico dopo il parto, a 6-8 settimane dal parto, per individuare la necessità di un trattamento adeguato, mediante un’anamnesi accurata seguita da una valutazione funzionale del pavimento pelvico.
I problemi del pavimento pelvico nel post-parto possono essere classificati in danno muscolare, danno nervoso e danno connettivale, che sono responsabili di alcune disfunzioni del pavimento pelvico tra le quali:
- L’incontinenza urinaria nelle sue varie forme;
- La ritenzione urinaria;
- La stipsi e l’incontinenza anale;
- L’alterazione statica pelvica (prolassi urogenitali e anorettali);
- Il dolore pelvico cronico.
- Il percorso riabilitativo viene studiato ad hoc per la donna da professionisti della salute specializzati e utilizza diverse tecniche riabilitative (come il biofeedback e l’elettrostimolazione) che hanno come obiettivo il miglioramento della qualità della vita. In alcuni casi è fondamentale il lavoro in team con una visione interdisciplinare per cui l’ostetrica può avvalersi della collaborazione di fisioterapisti, nutrizionisti, psicologi e ginecologi.
Quanto tempo dopo il parto è consigliato iniziare il percorso riabilitativo?
Ogni paziente dovrebbe fare una valutazione specialistica pelvi-perineale tra la 6° e la 10° settimana dopo il parto. Se necessario si dovrebbe iniziare un percorso di riabilitazione mirata intorno al 2°-3° mese dal parto per recuperare una buona funzionalità del pavimento pelvico.
Ci sono differenze tra la riabilitazione post-parto e quella per altre disfunzioni come l’incontinenza o il dolore pelvico?
Il pavimento pelvico riveste numerose funzioni in gravidanza e nel corso del travaglio di parto, per cui sarebbe bene prepararlo al meglio per affrontare il parto ed evitare possibili future complicazioni.
Si consiglia di effettuare almeno una valutazione del pavimento pelvico in gravidanza, all’inizio del 2° trimestre, per attivare i percorsi appropriati quando necessari.
Prevenzione e consigli pratici: Come prevenire disturbi del pavimento pelvico con la giusta postura e abitudini quotidiane?
Sappiamo tutti che fare esercizio fisico regolare e avere una dieta equilibrata rappresentano i capisaldi per avere una vita sana ma quando si tratta di sapere cosa è meglio fare o non fare per la salute del pavimento pelvico, le cose si complicano.
10 consigli utili per un pavimento pelvico sano
Per questo ho deciso di condividere 10 consigli per avere un pavimento pelvico sano che spero troverai utili come molti dei miei pazienti.
- Conoscere il pavimento pelvico
- Mantenersi idratati
- Assumere un corretto apporto di fibre alimentari nella dieta
- Utilizzare un panchetto per defecare
- Non rinviare lo stimolo!
- Attenzione al (sovra e sotto) peso!
- Curare la postura
- Fare attenzione allo sport ad alta intensità
- Curare l’igiene intima
- Svolgere regolari controlli medici

Ci sono categorie di persone più a rischio che dovrebbero prestare maggiore attenzione?
Partendo dal fatto che la prevenzione è fondamentale per tutti a tutte le età, sicuramente un’attenzione in più va messa nel pre-parto e post-parto e pre-operatorio e post-operatorio.
Aspetti innovativi e tecnologia nella riabilitazione
Esistono strumenti o tecnologie avanzate che supportano la riabilitazione del pavimento pelvico?
Niente di particolare
Quali sono le novità nel campo della riabilitazione pelvica?
Niente di particolare
In conclusione cosa consiglierebbe a chi ha problemi al pavimento pelvico ma esita a rivolgersi a uno specialista?
Prendere consapevolezza del problema è il passo principale; poi, di conseguenza, ci si deve affidare allo specialista per riuscire a prendere coscienza del reclutamento muscolare e aiutare così a ripristinare il controllo e la funzionalità della muscolatura.

Il Dott. Emanuele Parretti è un fisioterapista specializzato nella riabilitazione del pavimento pelvico, con solida esperienza nel settore.
Il Dr. Parretti visita su appuntamento presso gli ambulatori del ns Centro Medico



La dermatite atopica: trattamenti efficaci per una pelle sana